Con gli attacchi agli ATM in crescita, la sicurezza bancaria non può più limitarsi alla protezione fisica dello sportello. Il cash forecasting permette di governare meglio i flussi, ridurre il valore esposto e trasformare i dati operativi in uno strumento concreto di prevenzione e controllo.
Gli attacchi agli ATM restano una delle principali preoccupazioni per la sicurezza fisica nel settore bancario, e i dati del 2025 lo confermano. In un solo anno gli episodi sono aumentati del 35,2%, arrivando a 461 eventi complessivi. L'indice di rischio – che misura l'esposizione effettiva della rete e non il solo numero assoluto degli attacchi – è passato da 0,9 a 1,3 eventi ogni 100 ATM. Quasi uno su due è andato a buon fine: 218 attacchi riusciti, per un totale sottratto superiore a 8,1 milioni di euro e una media di 37.416 euro per evento. A questo si aggiungono i danni materiali, stimati in oltre 45.000 euro per episodio, spesso causati dall'uso di esplosivi – modalità che nel 2025 ha interessato il 73,7% degli attacchi, in crescita rispetto al 65,4% dell'anno precedente.
Anche la geografia degli attacchi sta cambiando. Se in passato il fenomeno tendeva a concentrarsi nelle aree urbane, oggi il 58% degli episodi avviene in comuni con meno di 15.000 abitanti, il 22% in zone periferiche e solo il 20% nei capoluoghi di provincia (fonte dati: Poste Italiane). Gli ATM collocati in territori meno presidiati offrono maggiore facilità operativa a chi agisce, soprattutto dove svolgono una funzione essenziale per l'accesso al contante e il presidio notturno è strutturalmente assente. La progressiva riduzione degli sportelli bancari ha reso questa rete ancora più strategica per cittadini e imprese: una capillarità che è un valore per il territorio, ma che richiede modelli di gestione più attenti. Non basta presidiare fisicamente lo sportello: occorre governare con maggiore precisione anche ciò che contiene per tutelarne la sicurezza.
Casseforti più robuste, sistemi anti-gas, protezioni fisiche, protocolli rinnovati tra ABI, Prefetture e Autorità di pubblica sicurezza: la sicurezza passiva ha fatto passi avanti significativi e resta una componente strutturale irrinunciabile. Accanto a questi strumenti, però, esiste un'altra dimensione su cui è possibile agire – non l'evento in sé, ma le condizioni che determinano l'entità del danno. È qui che entra in gioco il cash forecasting.
Tradizionalmente associato a obiettivi di efficienza operativa – ridurre i costi, ottimizzare i rifornimenti, evitare giacenze eccessive – il forecasting assume oggi una valenza di sicurezza concreta e misurabile. Prevedere correttamente il fabbisogno significa stabilire quanto contante deve essere presente in ogni sportello, in ogni momento, in base alla domanda attesa. Non applicando una regola uniforme a tutta la rete, ma leggendo il comportamento reale di ogni singolo ATM: quanto eroga, in quali giorni, con quali ricorrenze, in quali periodi dell’anno, con quali variazioni legate al territorio e alla tipologia di utenza. Una visione razionale e data-driven dei movimenti consente di superare le logiche statiche di caricamento e svuotamento, spesso basate su routine operative, stime prudenziali o valutazioni manuali.
Questo approccio permette di bilanciare tre esigenze che nella gestione ATM sono sempre collegate: garantire continuità del servizio, ridurre le giacenze non necessarie e ottimizzare le attività logistiche del trasporto valori. Una previsione accurata evita infatti sia il rischio di disservizi per gli utenti, sia l’eccesso di liquidità immobilizzata, che aumenta i costi di gestione e il valore potenzialmente esposto in caso di attacco.
Il vantaggio non ha a che fare solo il controllo sulla quantità di contante presente nella macchina, ma l’intero ciclo operativo. Analizzare i movimenti consente di programmare meglio i rifornimenti, coordinare gli svuotamenti, ridurre gli interventi superflui e individuare eventuali scostamenti tra flussi attesi e flussi reali. In questo modo il dato non resta un’informazione consuntiva, ma diventa uno strumento per decidere.
La componente previsionale è particolarmente importante nei momenti più intensi: weekend, festività, chiusure prolungate, fasce notturne o periodi in cui il presidio operativo è più limitato. In questi casi, conoscere il fabbisogno atteso permette di evitare sovraccarichi non necessari e di mantenere soglie coerenti con la domanda effettiva, senza compromettere la disponibilità del servizio.
Ogni ATM, infatti, ha un proprio profilo. Uno sportello in un piccolo comune, uno in un’area periferica e uno in una zona urbana ad alta frequentazione non producono gli stessi movimenti, non hanno gli stessi picchi di utilizzo e non richiedono la stessa programmazione. La previsione diventa quindi tanto più efficace quanto più è costruita sul singolo terminale, integrando dati storici, stagionalità, comportamento degli utenti, localizzazione e vincoli logistici.
In questa prospettiva, il forecasting diventa uno strumento da integrare al piano di sicurezza passiva, per renderlo più completo ed efficace. Le protezioni fisiche riducono la vulnerabilità dello sportello; la gestione predittiva riduce il valore inutilmente esposto. Meno contante immobilizzato dove non serve significa meno capitale fermo, meno rischio economico – oltre a una filiera più controllabile.
Il cash forecasting diventa così una leva di gestione attiva del rischio: non elimina la minaccia, ma consente di ridurne l’impatto potenziale attraverso una programmazione più precisa, tracciabile e coerente con l’utilizzo reale della rete.
BCM, la piattaforma sviluppata per il back office contabile del canale ATM sviluppata da CST, connette dati contabili, movimentazioni fisiche, attività logistiche e anomalie operative in una visione unitaria della filiera. Raccoglie ed elabora le informazioni provenienti dai cash dispenser, riconcilia i flussi, programma i rifornimenti e stima – attraverso una componente statistica dedicata – il fabbisogno giornaliero di ogni singolo terminale, mantenendo soglie ottimali calibrate sul profilo reale di utilizzo di ciascun ATM.
Il controllo operativo completa il quadro: la gestione dei rapporti con i CIT, il monitoraggio delle attività di ritiro e cash replenishment, la verifica delle anomalie e il coordinamento degli interventi tecnici trasformano la filiera del contante in un sistema tracciabile, misurabile e governabile in ogni fase. La crescita degli attacchi dimostra che la protezione fisica resta indispensabile. Ma in un contesto in cui i danni materiali possono superare il valore del contante sottratto, la sicurezza passa anche dalla capacità di prevedere i flussi, razionalizzare le giacenze e trasformare i dati in decisioni operative. Ridurre il rischio non significa soltanto reagire meglio a un attacco: significa anche razionalizzare e ridurre, prima, il valore esposto.