POC (Prenotazione Operazioni in Contanti) regola lo scambio digitale di informazioni tra Banca d’Italia, banche e società di trasporto valori. Con soluzioni software ad hoc gli istituti possono inviare le richieste previste, seguire ogni movimento e collegarlo alla gestione complessiva del contante.
Quando una banca ha bisogno di nuove banconote oppure deve versare quelle in eccedenza, non può limitarsi a organizzare il loro trasporto. Prima che il denaro venga trasferito, deve comunicare a Banca d'Italia la quantità richiesta o consegnata, i tagli interessati, il luogo dell'operazione e gli altri dati necessari a identificarla.
Queste informazioni devono essere condivise e completate anche con le società incaricate del trasporto e del trattamento del contante. Il trasferimento fisico delle banconote è quindi accompagnato da un flusso digitale che permette di coordinare tutti i soggetti coinvolti e verificare la corrispondenza tra quanto comunicato e quanto effettivamente movimentato.
POC, acronimo di Prenotazione Operazioni in Contanti, è il sistema ideato da Banca d'Italia per gestire questo scambio di informazioni in modo uniforme, tracciabile e sicuro. Il sistema POC è il sistema telematico attraverso cui le banche e Poste Italiane trasmettono a Banca d'Italia:
Il sistema gestisce anche le risposte di Banca d'Italia, che comunica l'accettazione o il rifiuto della richiesta e, al termine del processo, conferma l'avvenuta esecuzione dell'operazione.
L'introduzione del POC è il risultato di un percorso graduale di digitalizzazione e standardizzazione promosso da Banca d'Italia, in linea con gli indirizzi della Banca Centrale Europea. Prima della sua adozione, le modalità utilizzate per comunicare e organizzare i prelievi e i versamenti potevano differire tra gli operatori. Il POC ha introdotto un modello unico a livello nazionale, sia per lo scambio delle informazioni sia per l'identificazione e il confezionamento delle banconote.
Già nel 2020 il sistema era utilizzato dalle principali banche e da Poste Italiane. Nel 2021, con l'ingresso di altri sette istituti, le banche aderenti rappresentavano l'89% dei flussi di contante gestiti da Banca d'Italia.
Il percorso di adozione si è completato nel 2022. Dal 1° gennaio 2023 l'utilizzo del POC è diventato obbligatorio per le operazioni di prelievo e versamento di banconote presso Banca d'Italia. Da quel momento, tutti gli istituti interessati devono utilizzare lo stesso sistema di comunicazione. Il POC è diventato così il linguaggio comune attraverso cui il settore bancario italiano organizza queste operazioni.
È importante distinguere il sistema POC di Banca d'Italia dai software utilizzati dalle singole banche. Il sistema centrale stabilisce le regole e le modalità dello scambio informativo. La soluzione applicativa adottata dall'istituto permette invece agli operatori di inserire le richieste, produrre e ricevere i messaggi previsti, controllarne l'esito e coordinare le attività connesse alla movimentazione delle banconote. Il software POC di CST svolge proprio questa funzione: consente alla banca di dialogare con il sistema di Banca d'Italia nel rispetto delle specifiche tecniche previste e di controllare l'intero ciclo di ogni operazione.
Per comprendere il funzionamento del POC, si può considerare il caso di una banca che abbia bisogno di prelevare banconote da Banca d'Italia. L'istituto inserisce nel software l'ordine di prelievo, indicando tutte le informazioni richieste: quantità, tagli, Filiale di Banca d'Italia presso cui avverrà il ritiro, data prevista e soggetti incaricati della movimentazione.
Il software trasforma queste informazioni nel formato stabilito dal sistema POC e invia il messaggio a Banca d'Italia. Dopo aver effettuato i controlli, Banca d'Italia comunica se l'ordine è stato accettato o rifiutato.
Se la richiesta viene accettata, la società incaricata del trasporto può procedere al ritiro delle banconote. Al termine dell'operazione, Banca d'Italia trasmette il riscontro conclusivo, permettendo alla banca di verificare che il prelievo sia stato eseguito.
Il processo funziona in modo analogo per un versamento. In questo caso la banca comunica reventivamente le banconote che intende consegnare per tipologia e riceve i messaggi relativi all'accettazione e all'esito dell'operazione.
In entrambi i casi, il processo comprende tre momenti principali:
Lo scambio delle informazioni avviene attraverso la rete SWIFT, il circuito internazionale utilizzato dagli istituti finanziari per trasmettere messaggi in modo sicuro. Il colloquio è di tipo A2A, Application to Application. Significa che i sistemi informatici della banca e di Banca d'Italia si scambiano direttamente i dati, senza che gli operatori debbano reinserire manualmente le stesse informazioni nei diversi ambienti.
I messaggi vengono prodotti in formato XML. Si tratta di file strutturati nei quali ogni informazione - ad esempio il mittente, il destinatario, la quantità di banconote o il luogo dell'operazione - viene inserita in un campo preciso, riconoscibile dai sistemi coinvolti. I dati rispettano inoltre lo standard internazionale GS1, che assegna codici univoci ai luoghi, alle unità logistiche, alle tipologie di banconote e alle confezioni movimentate.
Ogni confezione di banconote è sigillata e identificata da un codice riportato sia in chiaro sia tramite codice a barre. Gli operatori possono così confrontare velocemente il codice presente sulla confezione con quello contenuto nel messaggio digitale. Il flusso fisico e quello informativo rimangono distinti, ma procedono in modo coordinato: a ogni confezione trasferita corrispondono dati che permettono di identificarla e ricostruirne il percorso.
Tra la banca e Banca d'Italia operano poi le società di trasporto valori: CIT, dall'espressione inglese Cash-in-Transit. Queste società non si occupano soltanto del trasporto fisico delle banconote. Gestiscono anche il confezionamento, il trattamento, il conteggio e la verifica del contante attraverso le proprie sale conta.
Per questo motivo devono ricevere in tempo utile le informazioni necessarie a organizzare il ritiro o la consegna. Devono inoltre comunicare alla banca l'esito delle attività svolte. Il collegamento tra software POC e CIT permette di mantenere allineate le richieste trasmesse a Banca d'Italia con le attività logistiche realmente eseguite. La banca può verificare chi ha preso in carico l'operazione, quali confezioni sono state movimentate e se il trasferimento si è concluso correttamente.
Con l'entrata a regime del sistema, per le banche la questione non è più se adottare il POC, ma quale soluzione applicativa utilizzare per gestire il colloquio con Banca d'Italia. In un mercato concentrato intorno a pochi fornitori specializzati, CST ha consolidato un ruolo di primo piano grazie all'unione tra competenza tecnologica e conoscenza diretta della filiera del contante.
La soluzione POC di CST permette alla banca di:
Le informazioni sono raccolte in un unico ambiente accessibile agli operatori autorizzati. Gli uffici di back office, cioè le strutture interne che gestiscono e controllano le operazioni, possono così verificare immediatamente lo stato di ogni richiesta e ricostruirne l'intero percorso. Il dato non rimane confinato nel singolo messaggio XML, ma diventa uno strumento di controllo operativo.
La soluzione POC deve inserirsi nell'ambiente tecnologico già utilizzato dall'istituto. In questo contesto, l'infrastruttura di hosting e il software applicativo svolgono funzioni diverse ma complementari. Per hosting si intende l'ambiente tecnologico nel quale viene ospitata ed eseguita l'applicazione e attraverso cui possono transitare i messaggi. Il software applicativo gestisce invece le funzioni utilizzate dagli operatori, la produzione e la ricezione dei flussi, i controlli e il monitoraggio delle operazioni.
La piattaforma CST può essere configurata in base all'interfacciamento già presente nella banca. Quando le specifiche tecniche lo consentono, può essere mantenuta anche la testata XML già utilizzata dall'istituto.
La testata è la parte iniziale del file che contiene le informazioni tecniche necessarie a identificare il mittente, il destinatario e il percorso del messaggio. Poterla mantenere consente di valorizzare le configurazioni esistenti e contenere l'impatto dell'integrazione.
CST dispone inoltre di testate già sviluppate e collaudate in ambienti bancari complessi. Questo può agevolare l'inserimento della soluzione nel perimetro tecnologico dell'istituto, senza modificare l'impostazione complessiva dell'infrastruttura.
Dal punto di vista tecnico, la soluzione è un'applicazione web sviluppata in Java, utilizzabile attraverso un normale browser. Può essere installata in cloud, quindi su un'infrastruttura remota, oppure on premises, direttamente nei sistemi della banca, in base ai suoi requisiti tecnologici e organizzativi.
La soluzione CST organizza tutte queste informazioni in un unico ambiente. Lo storico permette di consultare anche le operazioni già concluse, semplificando le attività di controllo e revisione. L'integrazione dei dati consente inoltre di confrontare quanto comunicato attraverso il sistema POC con la movimentazione realmente eseguita. Il software diventa così il punto di raccordo tra lo scambio di informazioni con Banca d'Italia e il trasferimento fisico delle banconote.
Dal 1997 CST affianca gli istituti bancari nella gestione di queste attività, offrendo servizi e tecnologie per la contabilizzazione, il reporting, la previsione del fabbisogno, il rifornimento degli sportelli automatici, il coordinamento dei CIT e il controllo dei processi. La soluzione POC si inserisce quindi in un ecosistema di servizi più ampio. Lo scambio di informazioni con Banca d'Italia può essere collegato alle altre fasi della gestione del contante, offrendo alla banca una visione più completa e coerente delle operazioni.